Come si calcola il rendimento dei Btp?

I BTP sono considerati “attivi a rischio zero”, vale a dire che sono gli investimenti meno rischiosi esistenti in un paese.

Del resto acquistare un BTP equivale a fare un prestito allo Stato, il quale si impegna a restituire il denaro più gli interessi.
La domanda è quanto far pagare allo Stato il denaro che gli prestiamo. Come minimo ci darà l’inflazione, altrimenti perderemo in potere d’acquisto. Ma se tutto ciò che vogliamo ottenere è limitato all’inflazione, ha senso ritardare di un anno le spese che avevamo previsto?

Ad esempio, si supponga di avere 20.000 € con cui abbiamo deciso di comprare una macchina nuova che vale esattamente 20.000 €. Siamo disposti a ritardare l’acquisto della vettura di un anno se in cambio otteniamo alcuni benefici. Supponiamo che l’aspettativa per l’inflazione nei prossimi 12 mesi sia un 2%. Ciò significa che l’auto che desideriamo comprare, il prossimo anno ci costerà 20,400 € cioè il suo prezzo aumenterà del 2%, .

Se prestiamo i nostri soldi allo Stato, comprando buoni del tesoro per un valore di 20.000 €, in cambio di un rendimento pari all’inflazione entro 1 anno, riceveremo dallo Stato 20.400 €, ossia i nostri 20.000 € che abbiamo prestato più 400 € che è l’interesse del 2%.

Il prezzo della vettura è salito a 20.400 €, ma anche i nostri investimenti, e ora abbiamo 20.400 € che abbiamo bisogno di comprare l’auto. E quindi la domanda che ci poniamo è: Ma era necessario attendere 1 anno?”

Oltretutto, se l’anno scorso avessimo comprato l’auto per 20.000 €, avremmo anche potuto disporre della macchina negli ultimi 12 mesi. Rinviando l’acquisto, non solo non abbiamo guadagnato niente ma abbiamo anche ritardato di raggiungere il nostro obiettivo di acquistare l’auto.

Ecco perchè è indispensabile ottenere un maggiore profitto, altrimenti tanto vale acquistare direttamente un bene invece di comprare obbligazioni ed attendere 1 anno per farlo. E questo “qualcosa in più”, in termini di profitto, è generalmente rappresentato dal valore della crescita prevista per il paese, cioè il PIL.

Tornando all’esempio precedente, se ipotizziamo una crescita del PIL del 3%, i BTP dovrebbero offrire un rendimento di almeno il 5% (2% di inflazione + 3% del PIL) per acquistare i BTP. In questo modo investendo 20.000 € potremmo ottenere 21.000 € dopo 1 anno. Quindi acquisteremo l’auto per 20.400 € ed avremo messo in tasca 600 € (21.000-20.400 = 600), che rappresentano il beneficio per aver ritardato l’acquisto di 1 anno.

A questo dobbiamo aggiungere alcuni punti importanti:

La redditività dei BTP oggi è data dalla somma dell’ inflazione e la stima del PIL futuro, e non quello che è stato negli ultimi 12 mesi.

I valori di entrambi questi elementi (inflazione e PIL) si basano su una stima, e non sono conosciuti esattamente (nessuno può conoscere il futuro) e non tutti i paesi sono concordi su tali stime. Questo causa comportamenti diversificati nel mercato finanziario con alcuni investitori disposti a comprare BTP al 4% di ritorno (2% di inflazione + 2% del PIL) mentre altri compreranno solo se il rendimento sarà del 5% (2% di inflazione + 3% del PIL).

I BTP vengono quotati con cadenza giornaliera sul mercato e il loro prezzo riflette le aspettative, circa inflazione e PIL, degli investitori che comprano e vendono questi titoli. Queste aspettative possono variare, ed infatti spesso accade che non corrispondano ai numeri reali che puntualmente arrivano.

Questo modo di calcolare il rendimento delle obbligazioni è valido per i paesi stabili in tempi di mercato normale e non è valido tutti i paesi con alta inflazione, paesi emergenti con crescite molto elevate del PIL, ecc…

Il Tesoro emette obbligazioni con scadenze diverse. La più importante è quella a 10 anni e viene utilizzata come riferimento quando si investe in reddito fisso e per confrontare gli investimenti a reddito fisso con altri tipi alternativi.

Fatta questa doverosa premessa, sui diversi fattori che vanno ad incidere nella determinazione del tasso di interesse che lo stato dovrà corrispondere al mercato (banche, risparmiatori,…) vediamo quanto sarà il rendimento effettivo stimanto, che non è dato solo dal tasso di interesse!

Facciamo un esempio reale

Ipotizziamo di voler acquistare un BTP con le seguenti caratteristiche:

scadenza a Settembre 2037 (prendiamo il btp di riferimento, il più seguito)
prezzo di mercato pari a 78€
tasso d’interesse nominale annuo pari al 4%
Per semplicità di calcolo supponiamo di acquistare un lotto con valore nominale pari a 100.000,00 €

Ricapitolando abbiamo questa situazione:

Prezzo di acquisto: 78,00 €
Capitale realmente investito: 78.000,00 €
Valore nominale sottoscritto: 100.000,00 €
La scadenza del BTP è fissata al Settembre 2037, quindi dal momento dell’acquisto dovremo attendere 23 anni (al momento della scrittura dell’articolo è il 2014) per raggiungere la scadenza.

Quanto guadagneremo ogni anno

Ogni anno, fino alla scadenza, potremo riscuotere 4.000 € di interessi ossia il 5,13% dei 78.000 € del nostro reale investimento. A questa somma va aggiunto un guadagno di 22.000 € che sono la differenza fra il costo di acquisto ed il prezzo di vendita (100.000-78.000= 22.000 €).
Poichè questi 22.000 € rappresentano il 28,6% del prezzo di acquisto, possiamo facilmente calcolare in che percentuale essi influenzano i nostri guadagni.

Dividiamo 28,6% per il numero di anni che mancano alla scadenza del BTP (23 anni) ed otterremo 1,24% che è il valore dell’ulteriore ulteriore guadagno annuale.

Ricapitolando, se portiamo a scadenza un BTP acquistato a 78.000€, otterremo un guadagno medio annuo del 6,37% lordo (somma di 1,24% più 5,13%) al quale dovremo sottrarre il 12,5% di tasse ottenendo un tasso netto del 5,57%.